Wi Fi libero in salsa italica? Si aprono le danze…

wifiLa proposta di legge sul Wi-Fi disponibile e gratuito (promossa da alcuni parlamentari e subito sottoscritta da altri 106 ) sta scatenando un ampio dibattito nazionale tra addetti ai lavori. Eccola in estrema sintesi: obbligo del Wi-Fi libero da password in tutti gli esercizi commerciali italiani (con superficie superiore ai 100mq ed almeno due dipendenti), analoga misura per le scuole, e infine obbligo di istituire un’area Wi-Fi per gli uffici degli oltre ottomila Comuni italiani e per ospedali e strutture sanitarie.
Una rivoluzione, così commenta anche la stampa estera, perché sarebbe uno di quei passi che potrebbe portare al superamento dell’atavico divario digitale italico e spingere l’acceleratore verso la crescita.
Eppure… Non è però tutto oro quello che luccica.
O almeno, non lo è se andiamo a mente fredda ad analizzare la proposta da un punto di vista sistemico. Indoviniamo: qual è uno dei punti della discordia?
Di questi tempi è facile indovinare: il denaro.
Sì, perché – come sottolinea Confcommercio – i costi della connettività (in particolare degli abbonamenti) ricadrebbero in gran parte proprio su quelle aziende che oggi sono falcidiate dagli effetti di una interminabile crisi economica.
La morale?
L’obiettivo è auspicabile, ma prima di tutto serve una #visionesistemica, capace di valutare attentamente tutti gli aspetti della situazione. Vi teniamo aggiornati!

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