Lavori e professioni digitali, come procede il framework europeo e-CF?

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Entro il 2020 mancheranno in Europa 1.300.000 professionisti ICT.
L’UE si è già mossa per porvi rimedio. A cominciare dalla base: di quali competenze stiamo parlando?

La prima risposta sta nell’e-CF (European e-Competence Framework), il quadro di riferimento europeo di competenze ICT che è entrato come elemento strategico per le competenze digitali, come obiettivo chiave delle politiche della Grand Coalition for Digital Jobs.

Sono diverse le realtà sparse sul continente che promuovono in diversi modi l’utilizzo dell’e-CF. Alcuni esempi?
Euro Disney ha avviato già nel 2010 un programma dettagliato per la gestione guidata delle competenze ai fini di sviluppare i propri profili lavorativi su base e-CF.
La società olandese IT Staffing ha integrato l’e-CF nel proprio sistema di recruiting e di incontro tra domanda e offerta di lavoro.MAPFRE, compagnia assicurativa spagnola presente in più di 45 Paesi e con 35mila impiegati, ha applicato l’e-CF nella propria area IT per valutare e migliorare il mansionario corrente e migliorare gli investimenti sulla formazione.

In Italia si sono fatti passi da gigante sull’e-CF.
Dal 26 settembre 2013 è infatti in vigore la norma UNI 11506:2013 “Attività professionali non regolamentate – Figure professionali operanti nel settore ICT – Definizione dei requisiti di conoscenza, abilità e competenze”. È stato attivato un comitato in sede CEN (Comitato Europeo di Normazione), il Project Committee 428, che ha come obiettivo di rendere l’e-CF uno standard europeo.
Il 10 gennaio 2014 sono state rilasciate le prime certificazioni dei Professionisti Informatici da Kiwa Cermet Italia secondo la suddetta norma UNI.

 

Post tratto dall’articolo di Mario Grasso (Coordinamento Networkers UILTuCS) su Agendadigitale.eu [leggi articolo completo]

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