Web Tax, Agicom, Equo compenso: il web sul ring della politica. Quali vincitori?

wwwLa legge di stabilità in questi giorni ha portato alla ribalta 3 questioni che accendono il popolo del web e le imprese digitali (che con il web ci lavorano).
Proviamo a fare un po’ di chiarezza, perchè quando il ring è quello politico è facilissimo che uno strumento di per sé neutro (il web) venga usato per altri fini.
Ecco i tre nodi: la Web Tax, la delibera AGICOM (“ammazza internet”) e il “cosiddetto equo” compenso. 

UNO: la web tax

Buoni gli intenti, dannosi alcuni effetti, quindi bene che sia stata modificata. Si tratta di argomento complesso, che coinvolge soprattutto la questione degli introiti (e-commerce e pubblicitari) di chi trova fiscalmente più conveniente appoggiarsi a paesi esteri, ove la tassazione è nettamente inferiore rispetto all’Italia.  Ecco perchè occorre rivederla in modo sistemico alla luce del contesto europeo e del semestre di presidenza italiano.

DUE: la delibera AGICOM (detta “ammazza internet”)

Le aziende di Assoprovider già gridano battaglia, e non hanno tutti i torti. Voi che ne dite?
[leggi la loro posizione]

TRE: ci risiamo con il cosiddetto Equo Compenso

La SIAE è in regia per l’emendamento alla legge di stabilità con cui si aumenta il balzello su smartphone, pc e device con memoria. E’ una compensazione ai mancati introiti provenienti da altri settori dell’editoria (es. download musica, film, ecc).
In effetti sono pochi euro per apparecchio, ma è proprio il caso di dirlo.. qua è il principio che conta!

Che dire … stiamo all’occhio! Presto altri aggiornamenti dal fronte!

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